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“Inferno” di Dan Brown. Tra storia, indagini, e più di mille minuti di .

Dopo aver letto il “Codice Da Vinci”, uno dei romanzi thriller di Dan Brown, il primo uscito in Italia, e che ho letto dell’autore; avevo deciso di non leggere gli altri suoi libri, tra cui  Angeli e Demoni, uscito l’anno dopo; visto che dalla sinossi, mi erano sembrate storie molto simili. Ovviamente, direi che con gli anni, mi sono pure scordata dell’autore, non seguendone più la produzione letteraria. Ma, dopo quasi dieci anni, mi è venuto tra le mani “Inferno”, un altro suo lavoro/capolavoro.

Si trattava dell’estate scorsa, e ne avevo comprato la versione tascabile, visto che era abbastanza a buon mercato -giacché, per una divoratrice di libri come me, gli sconti sono sempre apprezzati- e l’avevo messa sul comodino per leggerla nei giorni più noiosi. La portavo addirittura con me al mare. Ma non c’era verso di ingranare la marcia, infatti, i primi tre/quattro capitoli, li ho letti a rilento, senza nemmeno riuscire a capirli, quindi, fui costretta a rileggerli più di una volta, prima di avere chiare le mie intenzioni. non era il momento adatto per leggere “uel libro! può succedere comunque, talvolta un libro non ci piace particolarmente in un momento, ma ci piace in altro periodi. “C’est la vie!”

Poi, finalmente arrivò il giorno in cui riuscì a leggerlo e mi appassionai alla storia. Questa volta, si trattava di un’avventura tutta italiana, o quasi, se non per alcuni riferimenti all’America; all’Europa; e nella parte finale, anche ad Istanbul. Il ritmo del libro è molto serrato, sono state settecento pagine -del formato pocket- cariche di tensioni e avvenimenti, tanto che poi non è stata una vera sorpresa scoprire che tutto avveniva nell’arco di due soli giorni. L’autore, anche stavolta, ha mantenuto un livello costante di scrittura adrenalinica, facendo sentire il lettore, parte del contesto, sebbene non molti dei lettori, poteva aver già visitato quei luoghi; e questo, grazie ai mille particolari, con cui ha dipinto un quadro molto fedele alla realtà; usando tutte le sfumature possibili, per rendere il contesto molto realistico; fino a far provare, le stesse emozioni che sentiva il protagonista, il nostro “Robert Langdon”: smarrimento; frustrazione; rabbia; paura; determinazione; delusione; lampo di genio. Il tutto condito da una minaccia globale per l’umanità, che non è mai cosa da poco.

Devo ammettere che anche questa volta non mi sono pentita di aver letto un libro di Dan Brown, e sebbene ci fosse voluto un pò di più, rispetto al Codice Da Vinci, per appassionarmi alla lettura, è stata comunque una lettura, che dopo le prime pagine, ti chiede di continuare a leggerla finché non hai finito. Quindi, per tutti gli appassionati di storia, arte, cultura e thriller polizieschi, io lo consiglio.

Buona lettura.

“Inferno” di Dan Brown. Tra storia, indagini, e più di mille minuti di .ultima modifica: 2016-02-15T15:46:25+01:00da cristi84100
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