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“I pilastri della terra”: un capolavoro, difficile da leggere tutto d’un fiato.

Questo libro, pubblicato per la prima volta nel lontano 1989, di Ken Follet, è tornato alla ribalta da poco tempo, grazie alla miniserie tv del 2010, che ne ha portato sullo schermo la storia. Ovviamente, come spesso accade, il film non rispecchia perfettamente il libro. Ma noi che siamo lettori accaniti, ci accontentiamo di dare un volto ai personaggi di cui abbiamo letto e vissuto le emozioni più profonde, senza pretendere che la trasposizione cinematografica sia “perfetta”.

Il romanzo, che ho letto a più riprese, e che ho dopo le prime cento pagine avevo messo da parte, per mancanza di tempo e spazio dentro di me, fino a due lunghi anni dopo, quando ho ricominciato a leggerlo e l’ho pure finito, è un bel malloppo di accadimenti. Come difficilmente si presuppone dal titolo: “I pilastri della terra”, parla della costruzione di una cattedrale. Ovviamente, chi l’ha letto dirà: ma no, era semplice capire che i pilastri della terra fossero in realtà legati ad una metafora, che parla di una cattedrale etc, etc, ma vi assicuro che per chi legge il titolo e basta, in un primo momento, non ci vede nessuna assonanza.

Ad ogni modo, il libro parla della costruzione di una cattedrale per dare lustro ad una piccola cittadina, e per portare fedeli e ovviamente prosperità economica, perchè si sa, dietro ad ogni associazione, c’è sempre una ricerca di un rendiconto economico, perchè altrimenti non si potrebbe campare. Questa voglia di costruire una cattedrale, fa parte del priore di un  piccolo monastero, mentre fuori imperversano le guerre di potere, fa sì, che anche all’interno del monastero stesso, nonchè all’interno della cerchia della chiesa, nascano numerose lotte per il potere, che portano inevitabilmente ad omicidi, inganni, bugie, saccheggi, e quant’altro.

Ken follet, riesce bene a destreggiarsi nel raccontarci come si sente il protagonista del suo racconto, che spesso è lo stesso priore Philip; ma altre volte è Tom il costruttore, e altre volte è Aleina, la bella ragazza che da ricca e possidente, deve ricominciare da capo la sua vita, insieme al fratello, ma senza i genitori. Le storie dei protagonisti s’intrecciano spesso; dapprima l’autore parla di questo Tom, un muratore che, licenziato, inizia un viaggio insieme a tutta la sua famiglia, alla ricerca di un posto dove lavorare. la moglie però è incinta, e muore di stenti. Al che, conosce una certa Ellen, donna difficilmente domabile, e che ha un figlio di nome Jack, un figlio che ha cresciuto in mezzo ai boschi, considerato strano, dalla famiglia di Tom, ed ella stessa, viene presa per una specie di strega, giacchè conosce l’uso delle piante mediche. La storia prosegue con la decisione da parte di Tom, di lasciare il nuovo nato sulla tomba della moglie defunta, ma il figlio viene slavato dai frati, giusto i frati del convento del priore Philip. Quando Tom vuole riprendersi il figlio, nascono nuove complicazioni. Inoltre, l’uomo che ha licenziato Tom e i suoi muratori, è lo stesso che doveva sposare la bella Aliena. La famiglia di quest’ultimo, è l’usurpatrice del trono della famiglia di Aliena, e costei, sarà spesso vittima dell’odio del ragazzo. Aliena poi conoscerà anche Jack, e presto nascerà una sorta di amore/ indifferenza tra i due. Inoltre, crescendo, Jack andrà via per studiare, e per diventare una sorta di costruttore/architetto. E quando tornerà, sarà proprio lui a portare a termine la famosa cattedrale.

Follet riesce a raccontarci la vita di ognuno e di far intrecciare in maniera molto naturale i destini di tutti. Si dimostra un vero genio descrittivo, e questo ne spiega l’enorme successo all’epoca dell’uscita del romanzo, e ancora ai giorni nostri.

“I pilastri della terra”: un capolavoro, difficile da leggere tutto d’un fiato.ultima modifica: 2016-02-17T09:30:49+01:00da cristi84100
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